CROCE ROSSA: USB, COL PORTALE DELLA MOBILITÀ I LAVORATORI RISCHIANO DI ESSERE NUOVI ESODATI

Domani presidio sotto ministero della Funzione Pubblica - ore 15.00-18.00

Roma -

COMUNICATO STAMPA

“La mobilità ‘forzata’ di migliaia di lavoratori, che al momento non hanno alcuna  garanzia di ottenere idonea collocazione nel settore pubblico, è la prevedibile conseguenza dell’ignobile processo di privatizzazione messo in atto nei confronti della Croce Rossa Italiana”, dichiara Massimiliano Gesmini della USB Croce Rossa.

 

Prosegue Gesmini: “Troppe le  falle nel sistema progettato nelle stanze di Corso Vittorio Emanuele, che sta mettendo a dura prova i nervi già tesi di chi si appresta a fare un salto nel buio. Il Portale della mobilità, infatti,  non permette ai lavoratori di conoscere preliminarmente né le nuove sedi di lavoro né, tantomeno, di conoscere in quale attività lavorativa verranno impiegati”.

 

“L’USB auspica che nell’incontro che si terrà domani presso la Funzione Pubblica vengano accolte  le istanze degli ex dipendenti C.R.I. e vengano rese  quanto più possibili trasparenti  le procedure di mobilità, al fine di dare piena consapevolezza alle scelte cui i lavoratori sono costretti. Non riteniamo dignitoso il trattamento inflitto a questi dipendenti pubblici – sottolinea il sindacalista USB -  che rischiano di buttare alle ortiche la loro comprovata esperienza professionale, costruita in anni e anni nel settore dell’Emergenza-Urgenza, dell’assistenza ai disabili e ai migranti, nella diagnostica e nella prevenzione”.

 

“Riteniamo che i dipendenti della C.R.I. non debbano pagare sulla propria pelle le sperimentazioni del Portale della mobilità. Per questo domani i lavoratori scenderanno in piazza sotto Palazzo Vidoni, a sostegno dell’incontro tra sindacati e  rappresentati della Funzione Pubblica,  per chiedere il rispetto e la dignità che si deve alla loro professionalità mettendo in atto tutte le procedure necessarie affinché vengano rispettate le norme introdotte nella Legge di stabilità 2016. Se cosi non fosse, questo processo di mobilità, definito epocale, si rivelerebbe solo un penoso bluff sulla pelle dei lavoratori”, conclude Gesmini.